Classificazione Decimale Dewey: Il codice segreto della biblioteca
Ti è mai capitato di vagare tra gli scaffali di una biblioteca sentendoti perso in un mare di libri? La bussola per orientarsi esiste e si chiama Classificazione Decimale Dewey (CDD). Inventata nel 1876 da Melvil Dewey, un bibliotecario americano che voleva mettere ordine nel caos della conoscenza, questo sistema è oggi il più diffuso al mondo, una sorta di linguaggio universale che permette a milioni di lettori di trovare esattamente ciò che cercano.
Immagina la Classificazione Dewey come il sistema operativo di un gigantesco supermercato del sapere: proprio come trovi lo yogurt nel banco frigo e non tra i detersivi, la CDD organizza i libri per disciplina, affinché tu possa trovare quello che cerchi (e scoprire quello che non sapevi di cercare) in totale autonomia. È uno strumento che non solo ordina, ma svela connessioni inaspettate tra le idee.
Cos’è la Classificazione Decimale Dewey e perché è ancora essenziale
Nata dalla mente visionaria di Melvil Dewey, la Classificazione Decimale Dewey non è semplicemente un elenco di numeri, ma una mappa filosofica dell’intero scibile umano. L’idea era tanto semplice quanto rivoluzionaria: dividere tutta la conoscenza in dieci categorie principali e poi usare la potenza dei numeri decimali per scendere nel dettaglio all’infinito. Questo sistema ha trasformato le biblioteche da magazzini polverosi a laboratori di scoperta accessibili a tutti.
Ancora oggi, in un’era dominata dagli algoritmi e dai motori di ricerca, la logica della Classificazione Decimale Dewey rimane incredibilmente attuale. Offre una struttura che manca al flusso caotico di Internet, un ordine basato sul significato e sulla disciplina, non solo sulla popolarità o sulla frequenza delle parole chiave. È la prova che una buona idea può resistere alla prova del tempo, evolvendosi senza perdere la sua anima.
Le dieci classi fondamentali della conoscenza umana
Il cuore del sistema Dewey è la sua divisione di tutto il sapere in dieci macro-categorie, identificate da numeri a tre cifre che vanno da 000 a 900. Ogni classe rappresenta un grande “continente” della conoscenza, uno scaffale virtuale da cui partire per il proprio viaggio di esplorazione. Ecco la mappa per non perdersi:
- 000 Generalità: Qui trovi l’informatica, le enciclopedie, le bibliografie, i fatti curiosi e tutto ciò che è “generale” o considerato uno strumento per accedere ad altra conoscenza. È la cassetta degli attrezzi del sapere.
- 100 Filosofia e Psicologia: In questo scaffale dimorano i grandi pensatori, le domande sull’esistenza, la logica, l’etica e gli affascinanti studi sulla mente umana.
- 200 Religione: Dalla Bibbia al Corano, dalla teologia alla mitologia comparata, questa classe esplora le grandi domande spirituali e la storia delle fedi nel mondo.
- 300 Scienze Sociali: Tutto ciò che riguarda il vivere insieme. Qui troverai libri di diritto, economia, politica, educazione e sociologia.
- 400 Linguaggio: Il mondo delle parole. Dizionari, grammatiche, corsi di lingua e studi di linguistica per ogni idioma del pianeta.
- 500 Scienze Naturali: La classe che spiega com’è fatto il mondo naturale. Matematica, astronomia, fisica, chimica, geologia, botanica e zoologia.
- 600 Tecnologia (Scienze Applicate): Qui la conoscenza diventa pratica. Medicina, ingegneria, agricoltura, cucina, business e tutto ciò che ci insegna a “fare” o “riparare” le cose.
- 700 Le Arti: Lo spazio dedicato alla creatività umana. Architettura, pittura, fotografia, musica, spettacolo, sport e hobby.
- 800 Letteratura: Il regno delle storie e delle belle parole. Poesia, romanzi, teatro, saggi letterari e critica, organizzati per lingua originale.
- 900 Storia e Geografia: Il racconto del nostro passato e l’esplorazione del nostro pianeta. Biografie, resoconti di viaggio, archeologia e la storia dei popoli, antichi e moderni.
Il genio del sistema decimale: come funziona la gerarchia
Il vero colpo di genio di Melvil Dewey non fu solo la divisione in dieci classi, ma l’uso dei numeri decimali per creare una struttura gerarchica, o “ad albero”. Il sistema funziona a imbuto: si parte da una Classe generale e si scende progressivamente nel dettaglio. Per esempio, un libro di geologia non sarà semplicemente nella classe 500 (Scienze Naturali), ma seguirà un percorso più preciso:
- 500 Scienze Naturali (la classe generale)
- 550 Scienze della Terra (la divisione)
- 551 Geologia (la sezione)
Più il numero è lungo, più l’argomento è specifico. Ma attenzione, c’è una regola d’oro per la lettura che spesso confonde i principianti: sullo scaffale, i numeri non si leggono come interi, ma cifra per cifra dopo il punto. Questo significa che il numero 346.45066 viene prima del 346.4507, perché matematicamente 0,45066 è più piccolo di 0,4507. Il punto, inserito dopo la terza cifra, ha solo una funzione visiva, per rendere più leggibile la sequenza.
La disciplina vince sull’argomento: il principio fondamentale
Questo è forse il concetto più importante e controintuitivo della Classificazione Decimale Dewey. Un libro non viene classificato in base all’oggetto di cui parla, ma in base alla disciplina attraverso cui quell’oggetto è studiato. È una distinzione sottile ma potentissima, che garantisce coerenza e logica all’intero sistema.
Prendiamo l’esempio di un libro che parla di cavalli. Dove lo troveresti? La risposta è: dipende. Dipende dal punto di vista dell’autore.
- Se il libro descrive l’anatomia del cavallo, le sue abitudini e la sua evoluzione (Zoologia), lo troverai nelle Scienze Naturali, con un numero simile a 599.
- Se il libro spiega come allevare cavalli in una fattoria, come curarli e gestirli (Zootecnia), allora sarà nella Tecnologia, con un numero vicino a 636.
- Se invece il libro parla dell’equitazione come sport, o mostra come i cavalli sono stati raffigurati nella pittura, allora apparterrà alle Arti, nella classe 700.
Quindi, non troverai tutti i libri sui cavalli uno accanto all’altro. Troverai, invece, tutti i libri che studiano i cavalli (o qualsiasi altro argomento) dallo stesso punto di vista disciplinare raggruppati insieme. Questo favorisce la scoperta di testi correlati e approfondimenti inaspettati.
Come trovare un libro: decifrare la collocazione
Quando cerchi un libro nel catalogo online (OPAC) o ti muovi tra gli scaffali, l’informazione cruciale è scritta su un’etichetta posta sul dorso del volume. Quella stringa di lettere e numeri si chiama collocazione ed è l’indirizzo esatto del libro all’interno della biblioteca. La collocazione è tipicamente composta da due parti fondamentali:
- Il numero Dewey: Questa è la parte numerica (es. 342.45) che ti dice l’argomento del libro secondo la classificazione. È il codice che abbiamo esplorato finora e che ti guida allo scaffale giusto.
- Le lettere dell’autore: Solitamente sono le prime tre lettere del cognome dell’autore (o del curatore/titolo). Per esempio, un libro di Italo Calvino avrà “CAL” dopo il numero Dewey.
Le lettere servono a mettere in ordine alfabetico tutti i libri che condividono lo stesso numero di classificazione. Se ci sono dieci libri sul diritto pubblico italiano (342.45), le lettere ti aiuteranno a trovare rapidamente quello scritto da un autore specifico, rendendo la tua ricerca precisa ed efficiente.
Come si costruisce un numero Dewey per un argomento specifico?
Costruire un numero Dewey è un’arte precisa, un po’ come comporre una melodia seguendo uno spartito. Non si tratta di inventare numeri, ma di seguire istruzioni rigorose per tradurre un concetto complesso in una stringa numerica univoca. È un processo di sintesi, in cui il catalogatore combina diversi elementi per creare il codice perfetto. Ecco i passaggi fondamentali di questo affascinante lavoro.
Trovare il “Numero Base” (La disciplina)
Il primo passo è sempre identificare la disciplina principale, non solo l’oggetto. Ricordi l’esempio del cavallo? Devi decidere se stai parlando di zoologia (599), allevamento (636) o arte (700). Una volta individuata la classe, si scende nella gerarchia fino al numero più specifico disponibile nelle Tavole principali della Classificazione Decimale Dewey.
Espandere il numero: Le “Note di Addizione”
Spesso il numero base non basta. Nelle tabelle della Dewey si trovano delle istruzioni scritte, chiamate note di addizione (spesso iniziano con “Aggiungere al numero base…”). Queste note autorizzano il catalogatore a prendere pezzi di numeri da altre parti della classificazione e ad “attaccarli” al numero base per renderlo più specifico.
Usare le Tavole Ausiliarie (I “pezzi speciali”)
Esistono delle tabelle separate, chiamate Tavole Ausiliarie, che contengono concetti ricorrenti (come “dizionario”, “storia”, “Italia”, “lingua francese”) che possono essere aggiunti a quasi tutti i numeri principali. Le più importanti sono:
- Tavola 1 (Suddivisioni Standard): Indica la forma del libro (è un dizionario? una rivista?) o l’approccio con cui è trattato l’argomento. Questi codici iniziano quasi sempre con uno zero. Per esempio, -03 significa “Enciclopedia”. Quindi, un’enciclopedia di astronomia (520) diventerà 520.3.
- Tavola 2 (Aree Geografiche): Serve per localizzare un argomento nello spazio. Per esempio, per indicare “Italia” si usa il numero -45. Solitamente, la notazione geografica viene introdotta dal codice -09 della Tavola 1. Quindi, per classificare “Le banche in Italia” (base 332.1), si combina: 332.1 + 09 (trattamento geografico) + 45 (Italia) = 332.10945.
Il caso speciale della Letteratura (Classe 800)
La costruzione dei numeri per la letteratura (romanzi, poesie, teatro) segue una formula fissa molto precisa, diversa dalle altre classi. La struttura è: Disciplina (8) + Lingua + Forma + Periodo. Per classificare un romanzo italiano contemporaneo, per esempio, si procede così:
- 8 per Letteratura.
- 5 per la lingua Italiana (dalla Tavola 6) → 85.
- 3 per la forma “Narrativa” (dalla Tavola 3) → 853.
- .92 per il periodo storico (2000-2099) → 853.92.
Quali sono le differenze tra l’edizione integrale e quella ridotta?
Quando si parla di Classificazione Decimale Dewey, è importante sapere che ne esistono due versioni principali. La differenza non risiede nella logica del sistema, che rimane identica, ma nel livello di dettaglio e nella destinazione d’uso. La scelta tra le due dipende essenzialmente dalla dimensione e dalla specializzazione della biblioteca.
- L’Edizione Integrale: È la versione completa, la “Bibbia” della Dewey, attualmente alla sua 23ª edizione. Contiene tutte le possibili espansioni dei numeri ed è costantemente aggiornata per includere nuove aree del sapere. È lo strumento pensato per le grandi biblioteche universitarie, i centri di ricerca o le biblioteche nazionali, che necessitano di classificare argomenti estremamente specifici e di nicchia con la massima precisione.
- L’Edizione Ridotta: Viene pubblicata solitamente dopo l’uscita di quella integrale ed è una versione condensata, pensata per biblioteche più piccole, come quelle scolastiche o le biblioteche pubbliche di quartiere (generalmente con meno di 20.000 volumi). Le notazioni sono abbreviate per essere più pratiche e maneggevoli. Mentre l’edizione integrale potrebbe fornire un numero lunghissimo per un argomento di nicchia, la ridotta lo raggruppa in una categoria più generale, ottenendo un numero più corto e facile da leggere sul dorso dei libri.
In sintesi, l’edizione integrale offre una classificazione chirurgica e dettagliata, mentre quella ridotta punta alla praticità e alla leggibilità, garantendo comunque un’organizzazione logica e coerente della raccolta.
Come sono cambiate le classi di informatica nelle ultime edizioni?
Una delle maggiori prove della vitalità della Classificazione Decimale Dewey è la sua capacità di adattarsi ai cambiamenti della conoscenza umana. L’informatica è l’esempio perfetto di questa evoluzione. Nata come una piccola branca della matematica o dell’ingegneria, ha visto una vera e propria esplosione negli ultimi decenni, costringendo la Dewey a una profonda riorganizzazione.
Inizialmente, i computer e la programmazione erano relegati in poche sezioni sparse. Con il passare delle edizioni, l’intera classe 000 (Generalità) è stata ristrutturata per dare all’informatica lo spazio che merita. Le classi 004-006 sono state completamente dedicate ai computer e alle tecnologie digitali. Argomenti che non esistevano ai tempi di Melvil Dewey, come Internet, il World Wide Web, la sicurezza informatica e l’intelligenza artificiale, hanno trovato una loro collocazione precisa.
Per esempio, la classe 004.6 è dedicata alle reti, con suddivisioni specifiche per Internet (004.678). Il web design e i multimedia hanno trovato spazio nella classe 006.7. Questa continua revisione, gestita da OCLC (Online Computer Library Center), assicura che la Dewey non diventi un fossile, ma rimanga uno strumento dinamico, capace di mappare anche i territori più nuovi e in rapida evoluzione del sapere umano, dimostrando una flessibilità straordinaria.
Classificare libri complessi: le regole per argomenti multipli
Cosa succede quando un libro non parla di una sola cosa, ma intreccia più argomenti? La Classificazione Decimale Dewey ha delle regole di priorità molto precise per risolvere questi conflitti e assegnare il numero più appropriato. Il catalogatore non sceglie a caso, ma segue un percorso logico per identificare il cuore tematico del documento.
- La Regola dell’applicazione: Se un libro tratta due soggetti in cui uno influenza l’altro, si classifica con il soggetto che subisce l’influenza (l’effetto), non con la causa. Per esempio, un libro sull'”Influenza della Bibbia sulla letteratura italiana” andrà classificato sotto la letteratura italiana, non sotto la Bibbia.
- La Regola del primo dei due: Se un libro tratta due argomenti in modo paritario e non c’è una relazione di causa-effetto, si classifica con il numero che viene prima nell’ordine numerico della Dewey. Un libro su “Francia e Germania” sarà classificato sotto la storia della Germania se il suo numero precede quello della Francia.
- La Regola del tre: Se un libro tratta tre o più argomenti che sono tutti suddivisioni di una materia più ampia, non si sceglie uno dei tre, ma si classifica l’opera nel numero generale che li comprende tutti. Un libro sulla storia di “Spagna, Francia e Germania” andrà sotto la Storia d’Europa (940).
- La Regola dello zero: Se la scelta è tra un numero più specifico (che inizia con 1-9) e uno più generale che rappresenta la forma (che inizia con 0), si preferisce quasi sempre il numero più specifico, perché la disciplina ha la priorità sulla forma.
Casi speciali: autori contemporanei e biografie
La classificazione diventa particolarmente interessante con i casi speciali, come gli autori viventi o le biografie di personaggi eclettici. Per gli autori contemporanei, la cui produzione si svolge a cavallo tra due secoli, la regola generale è classificarli nel periodo in cui hanno iniziato la loro attività o in quello di massima produzione. Per la letteratura italiana, per esempio, gli autori che hanno iniziato a pubblicare dopo il 2000 ricevono la notazione .92 dopo il numero base (es. 853.92 per un romanziere).
Le biografie seguono una regola d’oro: vanno classificate con il soggetto o la disciplina che ha reso famosa quella persona. La formula base è: Numero della Disciplina + Codice 092 (dalla Tavola 1). Una biografia di un famoso chirurgo andrà in 617.092 (Chirurgia + Biografia). Ci sono però eccezioni importanti: le biografie di re, presidenti e capi di stato non vanno nella scienza politica, ma nella Storia (930-990), sotto il periodo storico in cui hanno governato.
La Dewey nell’era digitale: un potente strumento di Information Retrieval
Potrebbe sembrare un paradosso, ma la logica centenaria della Classificazione Decimale Dewey è uno degli strumenti più potenti e rilevanti per affrontare le sfide dell’Information Retrieval (IR) nell’era digitale. In un mondo sommerso dalle informazioni, il problema non è più trovare dati, ma trovare quelli giusti, filtrando il rumore. La Dewey offre proprio quella struttura semantica che spesso manca agli algoritmi puramente statistici.
Un motore di ricerca moderno, di fronte alla parola “virus”, restituisce un flusso caotico di risultati che mescolano biologia, informatica e notizie. La Dewey, invece, risolve questa ambiguità alla radice, grazie al suo approccio basato sulla disciplina. Un sistema di ricerca potenziato dalla Dewey potrebbe chiedere: “Intendi il virus in Medicina (616), in Informatica (005.8) o come fenomeno sociale (300)?”. Questo aumenta enormemente la precisione dei risultati.
Inoltre, la sua struttura gerarchica permette una navigazione “ad albero”, simile alle cartelle di un computer o alle categorie di un e-commerce. Se cerchi un argomento troppo specifico e trovi pochi risultati, puoi facilmente risalire al livello superiore per ampliare la ricerca in modo intelligente. Questo processo, noto come espansione della query, è fondamentale per un’esplorazione efficace della conoscenza.
Il futuro della Classificazione Dewey: web semantico e intelligenza artificiale
Lungi dall’essere obsoleta, la Classificazione Decimale Dewey sta vivendo una seconda giovinezza come spina dorsale per il web semantico e i sistemi di intelligenza artificiale. La sua notazione numerica agisce come un “meta-linguaggio” universale, indipendente dall’idioma. Il codice 915 significa “Viaggi in Asia” sia in una biblioteca di New York che in una di Teheran. Se i metadati delle pagine web includessero i codici Dewey, potremmo cercare concetti e ricevere risultati pertinenti in qualsiasi lingua, superando le barriere linguistiche.
La Dewey favorisce anche la cosiddetta serendipità digitale. Invece di suggerire contenuti basandosi solo su ciò che altri utenti hanno visto, un sistema basato sulla Dewey può creare connessioni logiche tra discipline. Potrebbe suggerirti: “Dato che ti interessa la storia del ciclismo (796.6), potrebbero interessarti anche documenti sulla sociologia dello sport (306.483) o sulla tecnologia delle biciclette (629.227)”. Sono connessioni che un’IA basata solo sulle parole chiave potrebbe non cogliere.
La versione online, WebDewey, è in costante aggiornamento per mappare il mondo digitale, con numeri specifici per Internet (004.678), i motori di ricerca (025.04) e il web design (006.7). Certo, il sistema non è esente da critiche: alcuni lo considerano ancora legato a una visione del mondo occidentale del XIX secolo. Tuttavia, la sua struttura logica rimane uno degli strumenti più potenti per trasformare una massa informe di dati in conoscenza organizzata e accessibile.
Perché la Dewey è ancora attuale dopo 150 anni
In un’epoca di cambiamenti rapidissimi, la longevità della Classificazione Dewey è una testimonianza della sua genialità. Il suo segreto risiede in due fattori chiave: l’aggiornamento costante e la capacità di favorire la serendipità. Il comitato editoriale di OCLC lavora incessantemente per integrare nuove aree del sapere, assicurando che il sistema rimanga uno specchio fedele della conoscenza umana contemporanea.
Ma il suo superpotere più grande è forse quello di creare incontri inaspettati. Cercando un libro specifico, spesso ne troviamo accanto altri sullo stesso tema che non sapevamo nemmeno esistessero, arricchendo la nostra ricerca in modo imprevisto. La Dewey non è solo un sistema di ordine, ma un motore di scoperta, un ponte tra il mondo analogico delle biblioteche e il caos digitale di Internet, che continua a guidarci con la sua logica chiara e universale.
Domande Frequenti sulla Classificazione Dewey
- Posso trovare tutti i libri su un argomento uno accanto all’altro?
Non sempre. Troverai vicini i libri che trattano lo stesso argomento dalla stessa prospettiva disciplinare. Un libro sulla psicologia del colore sarà vicino ad altri libri di psicologia, non vicino a un manuale su come dipingere una parete. - Cosa significa se un numero Dewey è molto lungo?
Un numero lungo indica un argomento molto specifico. Più cifre ci sono dopo il punto, più si scende nel dettaglio della classificazione. - La Classificazione Dewey è usata in tutto il mondo?
Sì, è il sistema di classificazione bibliotecaria più diffuso al mondo, utilizzato in oltre 135 paesi e tradotto in più di 30 lingue. - Chi decide i nuovi numeri Dewey?
Un comitato editoriale internazionale gestito da OCLC (Online Computer Library Center) si occupa di rivedere e aggiornare costantemente la classificazione per includere nuovi campi del sapere. - Cosa succede se un libro può appartenere a due classi diverse?
Esistono regole precise (come la regola dell’applicazione o quella del primo dei due) che guidano il catalogatore nella scelta della collocazione più appropriata, basandosi sull’enfasi principale del libro. - Tutte le biblioteche usano la stessa versione della Dewey?
No, le grandi biblioteche di ricerca usano l’edizione integrale per la sua specificità, mentre le biblioteche più piccole (scolastiche o pubbliche) usano spesso l’edizione ridotta, che ha numeri più corti e pratici. - La Dewey classifica anche siti web e risorse digitali?
Sì, attraverso la WebDewey e progetti di metadatazione, la logica della classificazione viene applicata anche per organizzare e rendere ricercabili le risorse digitali.
Fonti e Riferimenti
Le informazioni contenute in questo articolo sono state elaborate basandosi sui principi generali della biblioteconomia e sui manuali ufficiali della Classificazione Decimale Dewey, curati da OCLC.
Disclaimer
Questo articolo ha uno scopo puramente informativo e divulgativo. Per applicazioni accademiche o di catalogazione professionale, si raccomanda di consultare le edizioni ufficiali e complete della Classificazione Dewey e di affidarsi a bibliotecari e catalogatori esperti.